STUDIO SULLA DISPERSIONE DEI VALORI DI RESISTENZA A COMPRESSIONE DEL CALCESTRUZZO DI EDIFICI ESISTENTI
Articolo
Data di Pubblicazione:
2012
Citazione:
STUDIO SULLA DISPERSIONE DEI VALORI DI RESISTENZA A COMPRESSIONE DEL CALCESTRUZZO DI EDIFICI ESISTENTI / Cristofaro, M T; D’Ambrisi, A; De Stefano, M; Pucinotti, Raffaele; Tanganelli, M. - In: IL GIORNALE DELLE PROVE NON DISTRUTTIVE, MONITORAGGIO, DIAGNOSTICA. - ISSN 1721-7075. - 2/2012:(2012).
Abstract:
La valutazione delle prestazioni strutturali
di edifici esistenti in c.a. è influenzata da
diversi fattori uno dei quali, non di scarsa
importanza, è la corretta stima delle caratteristiche
meccaniche del calcestruzzo. Le
recenti norme nazionali ed internazionali
definiscono diversi livelli di conoscenza
in funzione del numero di prove effettuate
sull’edificio, indicando, come valore di
resistenza a compressione della carota da
assumere nelle analisi e verifiche statiche e
sismiche, il valore medio opportunamente
abbattuto con il fattore di confidenza. Tale
procedura, però, tende a trascurare la forte
dispersione dei risultati della resistenza a
compressione del calcestruzzo da cui scaturiscono
elevati valori del coefficiente di
variazione. Quest’aspetto è invece trattato
dalle FEMA in cui la definizione del valore
medio della resistenza a compressione del
calcestruzzo è legata ad un limite imposto
al coefficiente di variazione.
Nel presente lavoro, considerando un
numero significativo di edifici esistenti
in c.a., ubicati in Toscana, su cui sono
state condotte prove distruttive in-situ
(carotaggi) e prove non distruttive (sclerometro
ed ultrasuoni), per la determinazione
della resistenza a compressione
del calcestruzzo, si evidenzierà come in
un gran numero di casi tale coefficiente
risulta essere spesso mediamente elevato.
La dispersione delle resistenze a compressione,
ottenute mediante correlazioni
calibrate ad hoc sul singolo edificio con
il metodo combinato SonReb, evidenzia
come ad un incremento del numero di
dati non corrisponde sempre un significativo
abbattimento del coefficiente di
variazione.
di edifici esistenti in c.a. è influenzata da
diversi fattori uno dei quali, non di scarsa
importanza, è la corretta stima delle caratteristiche
meccaniche del calcestruzzo. Le
recenti norme nazionali ed internazionali
definiscono diversi livelli di conoscenza
in funzione del numero di prove effettuate
sull’edificio, indicando, come valore di
resistenza a compressione della carota da
assumere nelle analisi e verifiche statiche e
sismiche, il valore medio opportunamente
abbattuto con il fattore di confidenza. Tale
procedura, però, tende a trascurare la forte
dispersione dei risultati della resistenza a
compressione del calcestruzzo da cui scaturiscono
elevati valori del coefficiente di
variazione. Quest’aspetto è invece trattato
dalle FEMA in cui la definizione del valore
medio della resistenza a compressione del
calcestruzzo è legata ad un limite imposto
al coefficiente di variazione.
Nel presente lavoro, considerando un
numero significativo di edifici esistenti
in c.a., ubicati in Toscana, su cui sono
state condotte prove distruttive in-situ
(carotaggi) e prove non distruttive (sclerometro
ed ultrasuoni), per la determinazione
della resistenza a compressione
del calcestruzzo, si evidenzierà come in
un gran numero di casi tale coefficiente
risulta essere spesso mediamente elevato.
La dispersione delle resistenze a compressione,
ottenute mediante correlazioni
calibrate ad hoc sul singolo edificio con
il metodo combinato SonReb, evidenzia
come ad un incremento del numero di
dati non corrisponde sempre un significativo
abbattimento del coefficiente di
variazione.
Tipologia CRIS:
1.1 Articolo in rivista
Keywords:
Edifici esistenti; Livelli di conoscenza ; Carotaggi
Elenco autori:
Cristofaro, M T; D’Ambrisi, A; De Stefano, M; Pucinotti, Raffaele; Tanganelli, M
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