La rivoluzione culturale di Cesare Beccaria e le premesse teoriche della pedagogia penitenziaria: la strada per il recupero dell’Uomo
Articolo
Data di Pubblicazione:
2017
Citazione:
La rivoluzione culturale di Cesare Beccaria e le premesse teoriche della pedagogia penitenziaria: la strada per il recupero dell’Uomo / Marzullo, R.. - In: I PROBLEMI DELLA PEDAGOGIA. - ISSN 0032-9347. - 2 - Anno LXIII Luglio/Dicembre 2017:SUPPLEMENTO(2017), pp. 129-154.
Abstract:
Il radicale mutamento degli strumenti punitivi, avviatosi nel secolo XVIII, confluì nell’alveo di un più ampio processo di secolarizzazione dello Stato che ancorò la legittimazione delle istituzioni statali a un diritto naturale laico e terreno, fondato sui principi di ragione. Ciò aprì la via all’affermazione delle concezioni utilitaristiche e umanitarie che avrebbero dominato il panorama socio-culturale dei secoli a venire, all’interno del quale Beccaria era ed è riconosciuto come colui che aveva dato inizio al processo di progressiva erosione della tradizione giuridica puniva e dell’arbitrio giudiziario. La rivoluzione beccariana introdusse la necessità di evitare ingiustificati eccessi di sofferenza ai condannati, razionalizzò il sistema dei delitti e delle pene allo scopo di renderlo un efficace strumento di prevenzione dei reati, promosse e realizzò il graduale abbandono della tortura e delle pene corporali e, soprattutto, ridusse le ipotesi di comminabilità della pena di morte, facendo assurgere la detenzione in carcere a strumento teso al recupero dell’uomo e non alla sua mera punizione.
Tipologia CRIS:
1.1 Articolo in rivista
Elenco autori:
Marzullo, R.
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