Percorsi formativi e Progetto della Modificazione. Le esperienze dei Laboratori didattici Progettare l’Esistente,
Libro
Data di Pubblicazione:
2002
Abstract:
Il quaderno contiene una selezione di progetti elaborati da studenti del vecchio ordinamento della Facoltà di Architettura di Reggio Calabria, all'interno di un Laboratorio di tesi di laurea, denominato "progettazione dell'esistente", condotto su temi liberamente scelti dai laureandi ma con precise peculiarità:
a) individuazione di una committenza reale o, comunque, simulazione di una "domanda" di progetto di "recupero" formalizzata;
b) "luoghi" d'intervento (preesistenze) determinati;
c) "programmi edilizi" riferiti a precise destinazioni d'uso e brief della committenza;
d) approccio esigenziale-prestazionale e identica metodologia per tutti gli studenti;
e) apparati normativi cui fare riferimento;
f) seminari e supporti didattici pluridisciplinari, unici per tutti gli studenti.
Un'esperienza costruita sul rifiuto di una concezione autonoma, separata o, ancor peggio, parziale del progetto; utile alla comprensione dei "processi edilizi" e di come il sapere tecnico intervenga nel processo di progettazione; con progetti spinti fino a livelli di definizione formale e costruttiva capaci di dimostrare la loro rispondenza al brief iniziale, la loro costruibilità e la loro coerenza sul piano compositivo, funzionale, tecnologico, statico, impiantistico ed economico.
La locuzione "progettazione dell'esistente" esprime un accattivante concetto, maturato in ambiente scientifico negli anni '80, che promuove un capovolgimento assai profondo e radicale del fare architettura: il progetto non è più concepito nell’univoca previsione di quanto ancora non esiste, ma in quella di mutamenti parziali e progressivi di quanto già dato: edifici, sistemi fisici e immagini che già esistono.
Citando Valerio Di Battista (1990): "nel progetto di ciò che non c’è l’esistente è assunto solo come sfondo, silenzioso e interlocutorio, oggetto delle azioni di trasformazione, vittima del loro impatto. Nel progetto dell’esistente ciò che già esiste è invece il soggetto, è esso che dichiara i propri limiti e le proprie potenzialità; è il sistema stesso che rivela all'osservatore le proprie specifiche opportunità di conservazione o trasformazione. L'esistente diviene, insomma, il portatore di un proprio codice che è indispensabile conoscere per concepire qualsiasi progetto di esso".
Il progetto deve perseguire un'idea di specificità e riconoscibilità, che può realizzarsi solo attraverso la conoscenza dell'ambiente in cui si opera; ciò, in senso lato: la preesistenza edilizia fa parte di quest'ambiente; la preesistenza/ambiente, oggi, è da intendersi come un nuovo materiale per l'architettura.
Necessariamente, in questa logica, le decisioni progettuali riguardano, in termini paritetici, la sfera della "conservazione" e quella della "trasformazione"; fatto in parte nuovo per la cultura architettonica che tradizionalmente ha considerato questi campi separati e antitetici.
Con i loro lavori gli studenti hanno provato a ricostruire situazioni della realtà progettuale, confrontandosi con problemi operativi e vincoli che normalmente caratterizzano il progetto di architettura nel reale. Sul piano teorico e metodologico, campo d'interesse prevalente del laboratorio è stato quello della progettazione "tecnica", un'attività intenzionalmente orientata verso l'obiettivo di appagare i bisogni umani, particolarmente quelli che possono essere soddisfatti mediante i fattori tecnologici della nostra cultura" (Asimov); con la consapevolezza che le attività costruttive coinvolgono in modo a volte determinante la vita dell'uomo, le risorse e l'ambiente; guardando alla costruzione nel suo complesso e alle sue singole parti organizzate, con un approccio esigenziale-prestazionale. Ciò ha orientato gli sforzi verso la conoscenza dei rapporti
a) individuazione di una committenza reale o, comunque, simulazione di una "domanda" di progetto di "recupero" formalizzata;
b) "luoghi" d'intervento (preesistenze) determinati;
c) "programmi edilizi" riferiti a precise destinazioni d'uso e brief della committenza;
d) approccio esigenziale-prestazionale e identica metodologia per tutti gli studenti;
e) apparati normativi cui fare riferimento;
f) seminari e supporti didattici pluridisciplinari, unici per tutti gli studenti.
Un'esperienza costruita sul rifiuto di una concezione autonoma, separata o, ancor peggio, parziale del progetto; utile alla comprensione dei "processi edilizi" e di come il sapere tecnico intervenga nel processo di progettazione; con progetti spinti fino a livelli di definizione formale e costruttiva capaci di dimostrare la loro rispondenza al brief iniziale, la loro costruibilità e la loro coerenza sul piano compositivo, funzionale, tecnologico, statico, impiantistico ed economico.
La locuzione "progettazione dell'esistente" esprime un accattivante concetto, maturato in ambiente scientifico negli anni '80, che promuove un capovolgimento assai profondo e radicale del fare architettura: il progetto non è più concepito nell’univoca previsione di quanto ancora non esiste, ma in quella di mutamenti parziali e progressivi di quanto già dato: edifici, sistemi fisici e immagini che già esistono.
Citando Valerio Di Battista (1990): "nel progetto di ciò che non c’è l’esistente è assunto solo come sfondo, silenzioso e interlocutorio, oggetto delle azioni di trasformazione, vittima del loro impatto. Nel progetto dell’esistente ciò che già esiste è invece il soggetto, è esso che dichiara i propri limiti e le proprie potenzialità; è il sistema stesso che rivela all'osservatore le proprie specifiche opportunità di conservazione o trasformazione. L'esistente diviene, insomma, il portatore di un proprio codice che è indispensabile conoscere per concepire qualsiasi progetto di esso".
Il progetto deve perseguire un'idea di specificità e riconoscibilità, che può realizzarsi solo attraverso la conoscenza dell'ambiente in cui si opera; ciò, in senso lato: la preesistenza edilizia fa parte di quest'ambiente; la preesistenza/ambiente, oggi, è da intendersi come un nuovo materiale per l'architettura.
Necessariamente, in questa logica, le decisioni progettuali riguardano, in termini paritetici, la sfera della "conservazione" e quella della "trasformazione"; fatto in parte nuovo per la cultura architettonica che tradizionalmente ha considerato questi campi separati e antitetici.
Con i loro lavori gli studenti hanno provato a ricostruire situazioni della realtà progettuale, confrontandosi con problemi operativi e vincoli che normalmente caratterizzano il progetto di architettura nel reale. Sul piano teorico e metodologico, campo d'interesse prevalente del laboratorio è stato quello della progettazione "tecnica", un'attività intenzionalmente orientata verso l'obiettivo di appagare i bisogni umani, particolarmente quelli che possono essere soddisfatti mediante i fattori tecnologici della nostra cultura" (Asimov); con la consapevolezza che le attività costruttive coinvolgono in modo a volte determinante la vita dell'uomo, le risorse e l'ambiente; guardando alla costruzione nel suo complesso e alle sue singole parti organizzate, con un approccio esigenziale-prestazionale. Ciò ha orientato gli sforzi verso la conoscenza dei rapporti
Tipologia CRIS:
3.1 Monografia o trattato scientifico
Keywords:
Costruire il Costruito; Trasformazione; Tecnologia del Recupero
Elenco autori:
Pastura, Francesco
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