Data di Pubblicazione:
2017
Abstract:
Entro l'architettura il corpo ha assunto, via via nei secoli, comportamenti sempre più distinti, da quello meccanizzato a quello assente, da quello mistico a quello materiale. Su di esso l'architettura, seguendo precise ideologie di comportamento, ha innalzato le sue mura possenti come castelli, o trasparenti come serre, avvolgenti come chiese, claustrofobiche come carceri oscure piranesiane. Il corpo è stato libero di muoversi entro la cosa architettonica o costretto in essa come recluso. Il libro indaga del corpo alcune tematiche che hanno coinvolto nello specifico l'architettura tentando, fin dove possibile, di tracciare un suo eventuale destino epocale. L'identità dell'uomo è, ormai, irrimediabilmente infranta. Gli "umani aumentati" si moltiplicheranno soprattutto in ambito militare. E l'esternazione degli organi florenskijana, sembra aver subito un'inversione. L'architettura essendo già protesi umana non può ulteriormente protesizzarsi, pena la tautologia. L'uomo non avrà più bisogno di esternare sé stesso negli strumenti o nelle tecnologie avendo già in sé tutto ciò che gli occorre, essendo persino estraneo di sé, come vorrebbe Nancy, o già antiquato, come suggerisce Gunther Anders, ma in tale presunta autosufficienza si nasconde il limite e l'illimite dell'umano, o ciò che ne rimane.
Tipologia CRIS:
3.1 Monografia o trattato scientifico
Elenco autori:
Sestito, Marcello
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