Data di Pubblicazione:
2023
Citazione:
Frontiere della visualità: la stenoscopia / Colistra, Daniele. - (2023), pp. 854-875.
Abstract:
La fotocamera a foro stenopeico è un dispositivo costituito dai tre elementi indispensabili per effettuare una ripresa fotografica: un volume cavo ed impermeabile alla luce (il corpo macchina), un piccolo foro (l’obiettivo) e un supporto fotosensibile (la pellicola). Tre elementi che ripropongono uno schema ottico-proiettivo analogo a quello della visione umana (pupilla, bulbo e retina) e della prospettiva lineare. Dopo anni di oblio, proprio quando il digitale ha quasi definitivamente soppiantato la fotografia analogica, la stenoscopia è rifiorita; lo testimoniano il crescente numero di appassionati e le numerose iniziative a essa dedicate. La ripresa di un soggetto con fotocamera a foro stenopeico impone una serie di operazioni (scelta dell’inquadratura, posizionamento del dispositivo, valutazione dei tempi di esposizione, composizione attraverso traguardi) che si possono sintetizzare nell’antica antica espressione ‘vista voluta’, da sempre associata alla prospettiva rinascimentale; una ‘volontà’ espressa mediante quella paziente costruzione dell’immagine che la semplicità d’uso dei dispositivi digitali spesso induce a trascurare. Per questo motivo, la stenoscopia può essere considerata una frontiera di sperimentazione visuale, in cui l’immagine finale deriva da una serie di scelte ponderate e strettamente interdipendenti, anche se l’esito non è mai completamente prevedibile. Questo articolo sintetizza un percorso di ricerca visuale effettuato tramite una fotocamera stenopeica con obiettivo (foro) di 0,3 mm di diametro e lunghezza focale di 45 mm. La fotocamera alloggia una pellicola di medio formato; il corpo macchina ha al suo interno dei setti rimovibili che permettono di ottenere negativi di 45 x 60 mm foro stenopeico esposizioni multiple fotografia urbana fotografia architettonica pinhole camera multiple shots urban photography architectural photography 857 (formato ritratto), 60 x 60 mm (quadrato) e 90 x 60 mm (formato paesaggio). I tempi di posa, oltre che dalla sensibilità della pellicola e dall’illuminazione della scena, dipendono dal rapporto di diaframma. L’angolo di campo verticale dello spazio inquadrato si verifica attraverso un traguardo triangolare apposto su un fianco della fotocamera, mentre l’angolo orizzontale attraverso tre traguardi (a seconda che la fotocamera sia stata impostata per il formato ritratto, quadrato o paesaggio) posti sul coperchio superiore. In questa sede presentiamo tre progetti differenti e riferiti ad altrettanti ambiti di applicazione: documentazione del patrimonio architettonico, studi sugli elementi statici e dinamici della scena urbana, esposizioni multiple. I tre progetti hanno rappresentato il punto di partenza per lo sviluppo di altrettante esperienze didattiche, effettuate con gli studenti di un corso di Disegno dell’architettura presso l’Università degli Studi Mediterranea di Reggio Calabria. La perfetta corrispondenza fra la stenoscopia e la prospettiva lienare rende la fotocamera stenopeica un dispositivo ideale per la didattica e prezioso dal punto di vista dell’apprendimento dei meccanismi proiettivi; inoltre, grazie al controllo di tutte le fasi di definizione dell’immagine (inclusa la costruzione della fotocamera), il percorso ha indotto molti studenti ad approfondire lo studio della tecnica fotografica.
Tipologia CRIS:
2.1 Contributo in volume (Capitolo o Saggio)
Elenco autori:
Colistra, Daniele
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Titolo del libro:
Linguaggi Grafici. Fotografia