Data di Pubblicazione:
2023
Citazione:
Skopje: concrete vs fiction. From Internationalism towards ethnonationalism / Tornatora, R.M., Blagoja, B.. - In: FESTIVAL DELL'ARCHITETTURA MAGAZINE. - ISSN 2039-0491. - 64:(2023), pp. 86-98. [10.12838/fam/issn2039-0491/n64-2023/1027]
Abstract:
Se c’è un luogo dove l’Oriente e l’Occidente si toccano, si scontrano, si contaminano quella è la penisola balcanica. Una diversità che si è spesso tradotta in conflittualità, non favorendo la visibilità della produzione artistica e architettonica all’attenzione globale. Complice lo stereotipo interpretativo dell’«in between» (Mrduljash, 2012), politico e culturale, e la percezione della penisola balcanica come «semi-periferia» di un Occidente industrializzato, con la conseguente sottovalutazione della peculiarità architettonica e urbana. Il rinnovato interesse per l’architettura brutalista balcanica che contrassegna il recente dibattito architettonico non risponde solo alla necessità di colmare un evidente vuoto storiografico, ma testimonia l’emergere di un diverso punto di vista verso un patrimonio che ancora oggi rappresenta un’importante ricerca della cultura architettonica e urbana degli anni ’60 e ‘70. A partire da tali presupposti, il contributo approfondisce la città di Skopje, capitale della Macedonia del Nord, assunta come caso paradigmatico del processo di modernizzazione dei paesi dell’ex-Jugoslavia, dove il patrimonio architettonico e culturale costruito dopo il terremoto del ’63 su master plan di Kenzo Tange, oggi rischia di essere cancellato, sottoposto a devastanti trasformazioni derivate dal Piano di rinnovamento urbano (SK2014).
Tipologia CRIS:
1.1 Articolo in rivista
Elenco autori:
Tornatora, R. M.; Blagoja, B.
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