Data di Pubblicazione:
2007
Abstract:
I quattro disegni di Juvarra riferiti alla chiesa dei Santi Cosma e Damiano dell’Università dei Barbieri qui presentati si inseriscono nel contesto del rapporto di continuità mantenuto da Juvarra con la tradizione del Seicento romano nella sua accezione più sobria e monumentale. Essi raffigurano altrettante versioni di un progetto di totale ricostruzione della piccola chiesa della confraternita dei Barbieri, databile intorno al 1720-21, durante uno dei frequenti soggiorni romani che Juvarra si concedeva nelle pause dei cantieri piemontesi. In particolare si tratta di quattro piante che rappresentano altrettante varianti di uno schema centrale, impostate rispettivamente sul cerchio, sull’ottagono, sull’ovale e sul quadrato, localizzate su un sito irregolare e obliquo rispetto all’asse della strada dei Barbieri, nel rione di Sant’Eustachio, che doveva contenere oltre alla nuova chiesa, anche la sagrestia e un oratorio.Pur riconducibili a alcuni ben definiti modelli, tra cui soprattutto le chiese di Santa Maria Assunta di Ariccia e di Sant’Andrea al Quirinale di Bernini e di Sant’Agnese in Agone di Borromini, i progetti per la chiesa dei Santi Cosma e Damiano costituiscono soprattutto mature astrazioni rielaborate autonomamente da Juvarra all’interno del suo ormai consolidato repertorio. Ciò nel contesto di un equilibrato contrappunto da lui messo in atto in un momento cruciale della cultura architettonica romana e dell’evoluzione del suo linguaggio personale, che viene affrontato dall’autore in parallelo con l’analisi dei quattro progetti e dei loto rispettivi riferimenti.L’Università dei Barbieri ricostruì la sua chiesa entro i vecchi confini tra il 1722 e il 1724, secondo un disegno assai dimesso e del tutto diverso da quelli elaborati da Juvarra, probabilmente ascrivibile allo stesso costruttore, il capomastro Cesare Carnevale.
Tipologia CRIS:
1.1 Articolo in rivista
Elenco autori:
Manfredi, Tommaso
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