Skip to Main Content (Press Enter)

Logo UNIRC
  • ×
  • Home
  • Corsi
  • Insegnamenti
  • Professioni
  • Persone
  • Pubblicazioni
  • Strutture
  • Attività
  • Competenze

UNI-FIND
Logo UNIRC

|

UNI-FIND

unirc.it
  • ×
  • Home
  • Corsi
  • Insegnamenti
  • Professioni
  • Persone
  • Pubblicazioni
  • Strutture
  • Attività
  • Competenze
  1. Pubblicazioni

CATANIA. STILE DI FRANCESCO FICHERA

Capitolo di libro
Data di Pubblicazione:
2006
Abstract:
Fichera ha attraversato le tensioni dell’architettura del ‘900, dal liberty del progetto romano di Villa Ghirlandina (1907) al razionalismo “esaltato” del Tribunale di Catania (1936-1953); dando testimonianza di come suggestioni internazionali e spirito di rinnovamento possano essere praticati senza tradire le proprie radici culturali. Le regole di “firmitas” di un esatto costruire -ereditate dalla Tradizione che sente come patrimonio genetico (il padre Filadelfo, ingegnere, è professore di Ornato nell’Università di Catania)- sono da lui costantemente confrontate alle esigenze d’economicità e funzionalità di una moderna “utilitas”; alla ricerca di un superamento della crisi dei valori tradizionali operata dal cemento armato proprio sul piano della “firmitas”, una crisi che si può paragonare a quanto era già avvenuto sul piano della “venustas” con ‘l’ibrida mescolanza di elementi tratti da ogni epoca’. Per Fichera occorre riconoscere la crisi; e sviluppare l’innovazione non fuori, ma all’interno della tradizione, per ritrovare con ‘un ideale da esprimere’ anche il ‘mezzo costruttivo per esprimere’ (Fichera 1935). Questa riflessione sui valori del Nuovo era stata avviata dal suo maestro E. Basile, attraverso il linguaggio floreale che superava l’abuso degli stili: non con la loro cancellazione, ma riconducendoli al principio della Natura. A questo insegnamento si riferisce Fichera: rivolgimenti, ma nella Tradizione; stili, ma dentro la Natura; ed a questo si ispirano le prime architetture che Fichera realizza a Catania: da Villa Miranda (1908-09), ancora vicina alla lezione del maestro palermitano; ad opere già stilizzate, come Villa Vagliasindi (1911), con le quali esplora l’orizzonte internazionale, ammirando il rigore di Wagner nel rinnovare la Tradizione, e mirando alle lineari geometrie con cui Hoffmann superava le vegetali mollezze dell’Art Nouveau. Ma è infine Olbrich, ‘il genialissimo architetto austriaco, la cui vitalità è stata un fiammeggiare rapido e violento’ (Fichera 1914) a suggerirgli come declinare sinuosità floreali entro configurazioni volumetriche vigorose; che nell’opera di Fichera si traducono in sperimentazioni contraddittorie ma originali: da un lato, le terse impaginazioni di Villa Simili (1909) o dello Sporting Club (1913) sposano impianti stereometrici forti, e gli permettono di recuperare (attraverso Vienna) la tradizione arabo-mediterranea dell’architettura siciliana; dall’altro, la combinazione, nella Casa Lazzara (1919), fra una struttura di rigorosa precisione tipologico-distributiva e l’esuberanza decorativa del fronte urbano, gli consente di alludere al connubio di razionalismo e capriccio settecentesco che caratterizza Catania. Appunto Catania e il suo Barocco diventano, a partire dagli anni venti, il riferimento ideale ed il terreno concreto di una ricerca sull’identità della (propria) architettura e sui principi costruttivi della Tradizione. Non lo anima un rifiuto pregiudiziale dei nuovi modelli offerti dalla cultura internazionale, alla quale continuerà a guardare con interesse; lo sgomenta, invece, negli architetti italiani quel frettoloso adeguamento “all’ultima moda” che fraintendeva la modernità con uno ‘spasimo di originalità, che negli estremisti confina col grottesco’ (Fichera 1935); lo irrita che i nuovi materiali d’architettura vengano sostituiti ‘senza un pensiero’ alla lezione di “mimesi della Natura” che impartiva l’architettura classica. E’ possibile -per Fichera- essere innovativi e rispettosi della Tradizione, è possibile essere “autentici” e al tempo stesso integrati nella cultura internazionale; è sempre successo, in Sicilia: dove l’architettura ha ‘espressioni s
Tipologia CRIS:
2.1 Contributo in volume (Capitolo o Saggio)
Keywords:
Catania; modernità; città mediterranea; tradizione-innovazione
Elenco autori:
Arcidiacono, Giuseppe Carlo
Link alla scheda completa:
https://iris.unirc.it/handle/20.500.12318/13092
Titolo del libro:
Città di Pietra. L’altra modernità
  • Utilizzo dei cookie

Realizzato con VIVO | Designed by Cineca | 26.5.1.0