COMPOSIZIONE ARCHITETTONICA E URBANA. PER UN QUADRO DELLA RICERCA A REGGIO CALABRIA
Capitolo di libro
Data di Pubblicazione:
2008
Citazione:
COMPOSIZIONE ARCHITETTONICA E URBANA. PER UN QUADRO DELLA RICERCA A REGGIO CALABRIA / Arcidiacono, Giuseppe Carlo. - (2008), pp. 155-169.
Abstract:
Quando nel 1967 a Reggio C. venne costituito lo Iusa (Istituto Universitario di Architettura, dapprima privato; statale nel 1970; e, dopo l’istituzione dell’Università nel 1982, convertito in Facoltà d’Architettura), nella sua fondazione svolse un ruolo autorevole Ludovico Quaroni con quella parte della Scuola di Roma che ruotava intorno alla sua figura. Come presidente del comitato tecnico dal 1971 al 1976, Quaroni fu un riferimento per l’intera comunità accademica, e in particolare per l’Istituto di Composizione attivato solo nell’a.a. 1972/73: e la sua personalità «complessa e contraddittoria» (Portoghesi) influenzò gli atteggiamenti culturali della nascente università calabrese, e a maggiore ragione quelli del settore compositivo: individuando nel rapporto città-territorio e nel town design i principali ambiti di ricerca e di progetto. Su questi temi Quaroni aveva espresso momenti alti dell’architettura italiana: dalle Barene di Mestre del ’59; agli studi del 1967 per l’Asse Attrezzato di Roma; fino alla partecipazione con Musmeci al concorso del 1969 per un “Collegamento Stabile tra la Sicilia e il Continente”: il sempre attuale Ponte sullo Stretto. Questo concorso appare significativo per la coincidenza che lo rende contemporaneo alla fondazione dello Iusa e all’incarico del Prg di Reggio conferito a Quaroni nel 1968, e portato a compimento nel 1970 con Quistelli; e perché nel gruppo di Quaroni/Musmeci, con Quistelli ci sono anche Salvatore Dierna e Livio Quaroni, i quali negli anni settanta diventeranno docenti della nuova Facoltà. Appare significativo, soprattutto, che in quella occasione siano definiti alcuni temi che resteranno potenzialità, espresse o anche ‘tradite’, dalle successive linee di ricerca della progettazione a Reggio Calabria: come il tema della città/territorio e quello, ad esso collegato, della Metropoli dello Stretto che progetta l’inscindibile unità di Reggio e Messina. Passava, attraverso la Metropoli dello Stretto, la fusione tra progetto di architettura e progetto di piano; e non è a caso che la proposta Quaroni/Musmeci consegua il 1° premio ex-aequo con quella di Samonà: il grande rivale che con la Scuola di Venezia costituiva l’altro pilastro del ponte che intendeva ricongiungere l’architettura e l’urbanistica. Però mentre a Venezia, e poi a Milano, la nozione di ‘progetto urbano’ avrebbe permesso alla Composizione di riconquistare il suo rapporto con la città; a Reggio per tutti gli anni settanta il progetto di architettura soccombe al meta-progetto: che si proponeva come garante degli strumenti di strutturazione del territorio calabrese, disegnando scenari utopici per la loro ansia di rivalsa immediata dalle condizioni di mancato sviluppo della regione (era una scelta – questa – che poteva funzionare come slogan per l’azione politica di Antonio Quistelli, preside dello Iusa dal ‘76 al 1982 e subito dopo rettore dell’Ateneo; ma che nel tempo fa perdere smalto a quella apertura culturale che Quistelli e Flora Borrelli perseguivano nei confronti del territorio calabrese, e dell’area mediterranea in genere; per ricondursi infine entro i limiti di una pianificazione sempre più tecnicista -ma non per questo meno astratta- che nel deprimere le potenzialità della Composizione porgeva solo un apparente vantaggio all’Urbanistica mentre la sporgeva sul limite pericoloso di una condizione smemorata delle forme fisiche della città e del territorio).
E’ quantomeno bizzarro che vent’anni dopo gli enunciati di Quaroni e dopo vent’anni di studi meta-progettuali sulla ‘grande scala’ da Reggio a Villa S. Giovanni, il Piano del 1989 per la città universitaria (di Balbo, Busca, Cervellini, Vendittelli) si veda costretto a un t
E’ quantomeno bizzarro che vent’anni dopo gli enunciati di Quaroni e dopo vent’anni di studi meta-progettuali sulla ‘grande scala’ da Reggio a Villa S. Giovanni, il Piano del 1989 per la città universitaria (di Balbo, Busca, Cervellini, Vendittelli) si veda costretto a un t
Tipologia CRIS:
2.1 Contributo in volume (Capitolo o Saggio)
Keywords:
Icar 14; Reggio Calabria; ricerca
Elenco autori:
Arcidiacono, Giuseppe Carlo
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Titolo del libro:
ARTE SCIENZA TECNICA DEL COSTRUIRE