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  1. Attività

Filiera sostenibile dell’olio d’oliva – Calabria e Basilicata

Progetto
Attività 1. Valutazione di varietà di olivo neglette (Valorizzazione Biodiversità)
Vari studi condotti nel corso degli anni indicano che in Calabria tra varietà e cloni sono presenti almeno 100 accessioni autoctone con caratteristiche morfologiche e molecolari abbastanza definite. Questo ingente germoplasma rappresenta indubbiamente una grande risorsa per l’olivicoltura calabrese. Infatti, all’interno di questo patrimonio genetico potrebbero esserci accessioni, finora poco valorizzate, con specificità di resistenza verso le principali fisiopatie o in grado di migliorare la produzione sia da un punto di vista quantitativo che qualitativo. Inoltre, dal loro impiego si potrebbero ottenere oli monovarietali con caratteristiche e sapori particolari, legati ad uno specifico ambiente di coltivazione, in grado di coprire importanti quote di mercato. Tuttavia, per valorizzare al meglio questo germoplasma è fondamentale conoscere in modo approfondito le caratteristiche delle diverse varietà, non solo quelle bio-agronomiche e genetiche, ma anche quelle relative alla qualità ed alle peculiarità degli oli prodotti.
Infatti, insieme alla cultivar “Carolea”, che dal suo areale d’origine, in provincia di Catanzaro, si è gradualmente diffusa in gran parte dei comprensori olivicoli calabresi, sono presenti numerose altre varietà autoctone. Alcune di esse, come la “Grossa di Gerace”, l”Ottobratica” e la “Sinopolese”, benché presenti in areali di coltivazione abbastanza definiti, hanno una notevole diffusione. Per altre, invece, la coltivazione è limitata a territori più circoscritti, all’interno dei quali hanno comunque una significativa incidenza e spesso contribuiscono, insieme al clima, a comporre i tratti distintivi e la tipicità delle produzioni olivicole di questi comprensori

L’attività sperimentale prenderà l’avvio con l’individuazione di campi sperimentali all’interno della regione nei quali siano presenti un congruo numero di varietà di olivo. Verranno individuate piante adulte, omogenee per sviluppo e per carica di frutti, che saranno opportunamente contrassegnate e geo-referenziate. Su queste si effettueranno osservazioni sia fenologiche e di tipo “non distruttivo” sia valutazioni di tipo distruttivo. A partire dalla fase di indurimento del nocciolo, verranno prelevati campioni di olive su cui si effettueranno le principali indagini carpologiche e compositive della drupa.
Attività 2 Individuazione di nuovi modelli colturali per olivicoltura area meridionale
L’evoluzione dell’olivicoltura sta percorrendo diverse traiettorie, tra queste si individuano l’ottimizzazione dei fattori di produzione (irrigazione, concimazione, utilizzo di fitofarmaci, meccanizzazione delle operazioni). Questi aspetti hanno come obiettivo la sostenibilità della filiera, soprattutto nelle operazioni in oliveto, anche migliorando l’utilizzo di suolo e di funzionalità della pianta attraverso l’adozione di adeguate forme di allevamento e di strategie agronomiche. Le varietà di olivo, come le attuali conoscenze suggeriscono, hanno diverse risposte alle diverse pratiche agronomiche.
Al fine di ampliare le possibilità di scelta a carico dell’olivicoltura diviene importante conoscere queste caratteristiche varietali.
Attività 3. Individuazione di varietà calabresi con un certo grado di resilienza ai cambiamenti climatici
I cambiamenti climatici attualmente in corso potrebbero portare a delle modifiche sostanziali nella risposta produttiva di varietà di olivo. La ampia biodiversità di questa specie permette di individuare varietà che si sono adattate a diversi ambienti superando le difficoltà che gli stessi creano. Tra le varietà il diverso grado di precocità potrebbe essere una soluzione al superamento di periodi di stress dovuti a temperature, umidità e piovosità e relative problematiche di tipo fito-sanitario. Inoltre, risulta importante conoscere la risposta di una singola varietà (commerciale) in zone pedoclimatiche molto diverse tra di loro in termini di temperatura media, massima mensile e piovosità. Attualmente si deve sottolineare che sono allo studio pratiche agronomiche che tendono a ridurre le difficoltà cui possono andare incontro gli olivi. Tutte queste conoscenze, che fanno parte di alcuni obiettivi che la moderna ricerca si pone, risultano di fondamentale importanza per un ambiente molto diversificato come quello calabrese, dove l’olivicoltura gioca un ruolo fondamentale nell’assetto economico, sociale e ambientale, quindi nella sostenibilità della filiera.
L’attività prevede il monitoraggio di varietà diffuse sul territorio regionale (ad es. Carolea) in diversi ambienti (campi sperimentali), nei quali si rileveranno i principali parametri climatici (temperatura e piovosità). Inoltre, si potranno seguire varietà a maturazione precoce e a maturazione tardiva per verificare l’impatto climatico su queste.
Attività 4. Recupero di valore aggiunto dai reflui dell’industria olearia
La gestione degli scarti agroalimentari ed in particolare quelli provenienti dall’industria olearia è un argomento molto attuale, che ha come principale finalità la loro valorizzazione attraverso il recupero e il riutilizzo in ambito alimentare e non solo. I sottoprodotti dell’industria olearia (sansa e acque di vegetazione) costituiscono una criticità a livello mondiale, a causa dell’ingente quantità prodotta annualmente (75-80% del peso della materia prima lavorata) e della possibile tossicità ambientale. Ad esempio, le acque di vegetazione, presentano un elevato contenuto di sostanza organica e di polifenoli, con un alto grado di fitotossicità, causa di un considerevole inquinamento e limite all’applicazione dei convenzionali metodi di trattamento dei reflui oleari. Una vantaggiosa alternativa, per la riduzione della tossicità ambientale, potrebbe essere il loro recupero e successiva valorizzazione attraverso l’estrazione dei componenti bioattivi presenti in essi, in modo particolare polifenoli, da rimpiegare nel sistema alimentare come antiossidanti naturali. La proposta progettuale è legata a tal punto al recupero delle acque di vegetazione e delle sanse con la finalità di operare procedure estrattive che permettano l’estrazione di composti fenolici (principalmente idrossitirosolo e tirosolo), da poter impiegare dopo processi di purificazione come additivi nel settore alimentare.
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Dati Generali

Partecipanti (3)

POIANA MARCO   Responsabile scientifico  
MAFRICA Rocco   Partecipante  
PISCOPO Amalia Rosa Maria   Partecipante  

Referenti

DI BELLA Nicola   Amministrativo  

Dipartimenti coinvolti

Dipartimento di Agraria   Principale  

Tipo

Altri progetti ministeriali

Finanziatore

Ministero dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste
Ente Finanziatore

Partner

Università degli Studi di REGGIO CALABRIA

Periodo di attività

Luglio 1, 2024 - Giugno 30, 2028

Durata progetto

48 mesi

Ricerca

Settori (3)


LS9_5 - Food biotechnology and bioengineering - (2024)

Goal 3: Good health and well-being

Settore AGRI-07/A - Scienze e tecnologie alimentari

Parole chiave libere (3)

Olio Extra Vergine Oliva
Olivicoltura
Sottoprodotti
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