Publication Date:
2001
abstract:
Le alterazioni che subisce un paesaggio
quando è stato interessato da attività di
cava e le modificazioni che l’asportazione
del materiale estratto provocano, divengono
segni evidenti sul territorio che riescono, perfino
a trasformare i suoi assetti topografici.
L’attività di cava è antica quanto la presenza
dell’uomo sulla terra, ed è strettamente connessa
con il fare architettura, pertinente a
questo proposito ciò che afferma Francesco
Venezia nel suo “L’edificio e la cava” in Scritti
brevi: “…questa opera di spoliazione della
natura, il conferire misure rapporti ritmi alle
masse della pietra che dormono un sonno
mortale, cavandole alla luce della notte solida,
è alla base del lavoro dell’architetto….”.
Questo lavoro prende avvio dalle considerazioni
che hanno portato oggi ad un attenzione
specifica verso le problematiche inerenti il
notevole impatto che le attività estrattive, sebbene
fondamentali nell’economia della collettività,
pongono sul territorio.
Il confronto analitico del panorama giuridico
europeo (l’analisi riguarda Gran Bretagna,
Francia e Germania), nazionale e regionale,
ha consentito di elaborare i criteri guida che
sono alla base del procedimento metodologico
applicato per l’elaborazione del Piano cave
della provincia di Reggio Calabria, nel quale si
è sperimentato come la disciplina delle attività
estrattive, deve essere oggetto di valutazioni
attente, mirate alla mediazione di interessi
sovrapposti quali quelli della salvaguardia
dello sviluppo economico da un lato e la tutela
dell’ambiente dall’altro.
Il contesto geografico della sperimentazione,
la Calabria, e nello specifico la provincia
di Reggio Calabria, è un ambito per certi versi
forse più complesso di molti altri. Dal punto
di vista della compatibilità ambientale si deve
tenere presente che la Calabria è una regione
le cui caratteristiche dominanti coincidono
prevalentemente con le sue risorse ambientali,
a riprova di ciò basta menzionare i suoi ottocento
chilometri di costa, la breve distanza
che divide il mare dalla montagna, i boschi
plurisecolari che ricoprono i suoi altopiani e le
sue montagne, elementi questi che nelle loro
combinazioni creano un paesaggio unico al
mondo. Inoltre alle bellezze naturali devono
essere sommate le bellezze artistiche e culturali
di cui questa terra (nella quasi totalità del
suo territorio sono presenti i resti dell’antica
civiltà magno-greca) è ricca. Per le considerazioni
che ci riguardano, vi è da aggiungere
la sua naturale predisposizione al dissesto
idrogeologico (è una delle regioni europee a
più alto rischio di frane) facilitata, come se
non bastasse, dall’opera disattenta dell’uomo.
Questi ed altri più specifici, fattori naturali e
antropici sono quelli presi in considerazione
nell’elaborazione del Piano Cave della provincia
di Reggio Calabria, che costituisce la parte
sperimentale del lavoro.
Iris type:
3.1 Monografia o trattato scientifico
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