Data di Pubblicazione:
2016
Abstract:
Il successo dei luoghi si progetta ogni giorno, si ricerca nelle nuove parti di città e si rigenera nella città consolidata che richiede costanti reinterpretazioni di cos’è bene celebrare, mantenere e di quali spazi ridisegnare perchè possano continuare a esprimere qualità.
La complessità urbana è una qualità viva e per essere autentica deve mantenere i segni del vissuto nella sapiente valorizzazione dei contrasti tra nuovi interventi urbani e testimonianze del carattere e dell’identità semantica e storica della città.
Se per lungo tempo si è costruito in tutti gli interstizi della città e nelle campagne circostanti piuttosto che realizzare architetture innovative, luoghi comuni e interessanti spazi urbani, in una rinuncia alla complessità che si è risolta poi in una rinuncia alla città, ora il desiderio di qualità è un’istanza sempre più sentita e un nuovo diritto alla città si fa collettivo rivolgendosi agli spazi del quotidiano più che a quelli altamente rappresentativi. Un desiderio che richiede qualità della residenza, degli spazi ad essa connessi, del verde pubblico, dell’offerta di luoghi per il tempo libero e la socialità.
Offrire un contributo alla società deve oggi significare poter realizzare opere che migliorino la vitalità della città e la rendano uno sfondo attraente e appropriato allo svolgimento dell’esistenza. Questi i temi trattati riassumibili sostanzialmente nelle grandi questioni che animano la città del terzo millennio e che riguardano le ricadute sociali degli interventi di trasformazione urbana, l’equilibrio e le benefiche rotture tra permanenze, innovazioni e nuove centralità determinabili dall’efficacia della mobilità e da una giusta accessibilità materiale e immateriale.
La complessità urbana è una qualità viva e per essere autentica deve mantenere i segni del vissuto nella sapiente valorizzazione dei contrasti tra nuovi interventi urbani e testimonianze del carattere e dell’identità semantica e storica della città.
Se per lungo tempo si è costruito in tutti gli interstizi della città e nelle campagne circostanti piuttosto che realizzare architetture innovative, luoghi comuni e interessanti spazi urbani, in una rinuncia alla complessità che si è risolta poi in una rinuncia alla città, ora il desiderio di qualità è un’istanza sempre più sentita e un nuovo diritto alla città si fa collettivo rivolgendosi agli spazi del quotidiano più che a quelli altamente rappresentativi. Un desiderio che richiede qualità della residenza, degli spazi ad essa connessi, del verde pubblico, dell’offerta di luoghi per il tempo libero e la socialità.
Offrire un contributo alla società deve oggi significare poter realizzare opere che migliorino la vitalità della città e la rendano uno sfondo attraente e appropriato allo svolgimento dell’esistenza. Questi i temi trattati riassumibili sostanzialmente nelle grandi questioni che animano la città del terzo millennio e che riguardano le ricadute sociali degli interventi di trasformazione urbana, l’equilibrio e le benefiche rotture tra permanenze, innovazioni e nuove centralità determinabili dall’efficacia della mobilità e da una giusta accessibilità materiale e immateriale.
Tipologia CRIS:
3.1 Monografia o trattato scientifico
Elenco autori:
Fallanca, Concetta
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