Publication Date:
2009
abstract:
In questo scritto si è posto in luce come spazio e tempo costituiscano categorie fondamentali delle analisi sull'andamento economico delle aziende che si devono saldare a costituire un’unica ed unitaria prospettiva spazio-temporale d’osservazione. Il reporting per segmenti viene incontro a questa necessità dal momento che disaggrega il sistema aziendale e la gestione sia nello spazio che nel tempo. Esso, inoltre, consente di isolare e di analizzare i legami delle parti (i sottosistemi aziendali) con il tutto (l’entità economica), anche in una prospettiva dinamica che pone in relazione il passato, il presente e il futuro. Il flusso d’informazioni che da esso scaturisce deve costituire pertanto il punto di partenza di ogni analisi volta a ricercare le determinanti della performance e del rischio aziendale.Il concetto di segmento è indefinito dal momento che la segmentazione spaziale e temporale deve essere effettuata applicando i criteri che appaiono di volta in volta più coerenti con le specifiche caratteristiche strutturali ed operative di ogni azienda e con la durata dei cicli reali e finanziari che essa attua. Questa nozione è stata declinata in due accezioni: come sottosistema della gestione costituito da processi omogenei per uno o più aspetti (segmento spaziale) e come frazione dell’esercizio annuale (segmento temporale). Dovremmo meglio dire in tre accezioni, giacché sotto il profilo della rilevazione contabile che alimenta il reporting, a ciascun segmento spazio-temporale corrisponde uno specifico sottosistema dei valori d’azienda. Il management impiega informazioni disaggregate nello spazio e nel tempo per assumere le decisioni e per esercitare il controllo di gestione. Anche gli investitori, i finanziatori e i creditori necessitano di un’informativa così disaggregata per valutare correttamente la redditività, la solvibilità e la solidità patrimoniale delle imprese e regolare così i propri rapporti con esse. Proprio per venire incontro a questo interesse generale, nel tempo sono stati emanati specifici standard contabili sull’informativa settoriale e sui cosiddetti bilanci intermedi. Nel primo capitolo, dedicato all’inquadramento teorico, si è dimostrato come la segmentazione spazio-temporale costituisca una tecnica che contribuisce ad accrescere l’efficacia delle analisi economico-finanziarie e del controllo di gestione e si sono posti in luce i vantaggi derivanti dall’adozione di un’unica “mappa” dei segmenti a valere sia per il reporting interno che per quello (per settori operativi) rivolto agli stakeholder. Nel secondo si è approfondita la tecnica della segmentazione spaziale e si sono definiti i principi generali da porre a base della definizione della “mappa” dei segmenti. Nel terzo capitolo, infine, si sono esaminati i principi contabili internazionali in materia di reporting esterno per settori operativi, anche alla luce del quadro teorico delineato nei primi due capitoli. In particolare l’esame ha assunto per oggetto i principi dell’IFRS 8, entrato in vigore il primo gennaio del 2009, che sostituiranno quelli dello IAS 14-R, applicato nel nostro paese dalle società quotate già dall’esercizio 2005. In questa parte del lavoro si sono presentati anche i risultati di un’indagine empirica sull’informativa settoriale annuale ed infrannuale resa dalle principali società e gruppi quotati con riferimento all’esercizio 2005. La ricerca ha preso in esame i bilanci consolidati e i bilanci intermedi delle 40 società e gruppi costituenti il paniere di riferimento dell’indice Standard & Poor’s/Mib, per descrivere i criteri di segmentazione impiegati e per valutare l’adeguatezza del reporting settoriale alla luce delle informazioni fornite ad integrazione
Iris type:
3.1 Monografia o trattato scientifico
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