Data di Pubblicazione:
2002
Abstract:
CECILIA POLIDORI
IL DESIGN QUALUNQUE
Un viaggio nella nostra quotidianità.
Nell’immagine del nostro vivere.
Un viaggio nel design qualunque della città contemporanea.
Un viaggio nel vivere metropolitano, dentro e fuori la casa “confortati” da un design quotidiano e qualunque, sinonimo di mercato e realtà produttiva con ritmi inesorabili e incessanti e con regole di mercato che impongono un impegno crescente e le cui conseguenti ricadute in una scarsa, se non assente, progettazione dei luoghi, permette e rende solo satura di cose, di oggetti e servizi.
Fuori avviene ciò che avviene tra le “mura” domestiche: ognuno sventra, ripavimenta, introduce innovazioni, modifica spazi con il solo impiego di elementi di catalogo. Una stratificazione di prodotti, un cumulo di elementi sovrapposti, accomunati da tecnologie elettroniche e telematiche, senza alcun disegno, in un transitare senza sosta di cose nei nostri ambienti e nostro tra esse. Mutamenti, rinnovi, innovazioni, senza un vero limite, un obiettivo, un orizzonte che ci avverta di questo zig-zagare, solo una corsa all’adeguamento normatico: sicurezza, comfort…e il design non è mai potuto uscire dalla sua stessa scala progettuale.
La nostra città non è più architettura, né urbanistica: è un “non-luogo”, un magma indistinto di cose, una caotica corsa senza fine, né progetto; una poltiglia indistinta senza prospettiva, né punti di fuga, né posti determinati per poter contemplare o sentirsi “al sicuro”...
... Percorreremo un viaggio nell’immagine di tutti questi prodotti che ci avviluppano stravolgendo ogni riferimento ad antichi valori come: realtà, e interfacciandoci in un perenne virtuale. Valuteremo quanto già siamo parte di scenari virtuali e di linguaggi tradizionali che diverranno globali.
IL DESIGN QUALUNQUE
Un viaggio nella nostra quotidianità.
Nell’immagine del nostro vivere.
Un viaggio nel design qualunque della città contemporanea.
Un viaggio nel vivere metropolitano, dentro e fuori la casa “confortati” da un design quotidiano e qualunque, sinonimo di mercato e realtà produttiva con ritmi inesorabili e incessanti e con regole di mercato che impongono un impegno crescente e le cui conseguenti ricadute in una scarsa, se non assente, progettazione dei luoghi, permette e rende solo satura di cose, di oggetti e servizi.
Fuori avviene ciò che avviene tra le “mura” domestiche: ognuno sventra, ripavimenta, introduce innovazioni, modifica spazi con il solo impiego di elementi di catalogo. Una stratificazione di prodotti, un cumulo di elementi sovrapposti, accomunati da tecnologie elettroniche e telematiche, senza alcun disegno, in un transitare senza sosta di cose nei nostri ambienti e nostro tra esse. Mutamenti, rinnovi, innovazioni, senza un vero limite, un obiettivo, un orizzonte che ci avverta di questo zig-zagare, solo una corsa all’adeguamento normatico: sicurezza, comfort…e il design non è mai potuto uscire dalla sua stessa scala progettuale.
La nostra città non è più architettura, né urbanistica: è un “non-luogo”, un magma indistinto di cose, una caotica corsa senza fine, né progetto; una poltiglia indistinta senza prospettiva, né punti di fuga, né posti determinati per poter contemplare o sentirsi “al sicuro”...
... Percorreremo un viaggio nell’immagine di tutti questi prodotti che ci avviluppano stravolgendo ogni riferimento ad antichi valori come: realtà, e interfacciandoci in un perenne virtuale. Valuteremo quanto già siamo parte di scenari virtuali e di linguaggi tradizionali che diverranno globali.
Tipologia CRIS:
1.1 Articolo in rivista
Keywords:
DESIGN ; ANY DESIGN; ORDINARY DESIGN; EVERYDAY DESIGN
Elenco autori:
Polidori, Cecilia
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