Architetture effimere e immagine urbana a Siena tra XV e XIX secolo: entrate trionfali, apparati cerimoniali e percorsi rituali
Articolo
Data di Pubblicazione:
2014
Abstract:
Durante l’età moderna Siena è stata caratterizzata da una rilevante attività cerimoniale e festiva, giustificata eventi che hanno segnato la storia della città. Le occasioni per allestire messe in scena che facevano da sfondo a eventi religiosi, politici e festivi, sono state numerose nel corso dei secoli. Le occasioni erano offerte dalla canonizzazione di santi, da ingressi papali, di imperatori, di cardinali, di arcivescovi, di principi regnanti e governatori, dai matrimoni o dalle esequie di personaggi illustri, oltre che dalle feste tradizionali del Carnevale e soprattutto del Palio, culmine dell’evento straordinario che coinvolgeva la città.
La comune attitudine dei toscani ad organizzare e allestire festeggiamenti testimonia una tradizione costantemente rinnovata nel tempo ed è espressione della consapevolezza dell’importanza politica e culturale attribuita alle celebrazioni quali instrumenta regni. In tali occasioni ampie parti del percorso urbano, soprattutto le vie principali e le sedi rappresentative del potere, piazza del Campo e il Duomo, erano riconfigurate con apparati effimeri realizzati da artisti senesi, che attribuivano agli ambiti urbani un’immagine temporaneamente diversa. L’aspetto delle vie e delle piazze, delle facciate e degli interni delle chiese, veniva trasformato per mezzo di architetture effimere che adottavano un linguaggio trionfale classico di matrice romana, arricchito da statue allegoriche, dipinti ed iscrizioni celebrative; un linguaggio in parte estraneo alla consolidata tradizione architettonica e urbana cittadina.
L’evento coinvolgeva tutta la città lungo itinerari seguiti da cortei affollati. La scena cambiava progressivamente ed era animata dalla partecipazione della popolazione che in queste occasioni ritrovava una temporanea familiarità con le autorità civili ed ecclesiastiche coinvolte. In un certo senso la città assumeva l’aspetto di un palcoscenico teatrale all’aperto, dove gli attori sulla scena erano tutti i cittadini.
La memoria di questi avvenimenti è trasmessa da incisioni, disegni, relazioni, oltre che da libretti a stampa pubblicati che illustravano il programma iconografico e cerimoniale degli eventi celebrati. Attraverso questi strumenti è possibile ricostruire gli itinerari percorsi e i personaggi coinvolti; verificare la continuità o le eventuali differenze dei cerimoniali e degli apparati predisposti in occasione di eventi laici o religiosi, sullo sfondo di una città segnata da una radicata tradizione comunale di matrice medievale la cui essenza era destinata a rimanere vitale nel tempo.
La comune attitudine dei toscani ad organizzare e allestire festeggiamenti testimonia una tradizione costantemente rinnovata nel tempo ed è espressione della consapevolezza dell’importanza politica e culturale attribuita alle celebrazioni quali instrumenta regni. In tali occasioni ampie parti del percorso urbano, soprattutto le vie principali e le sedi rappresentative del potere, piazza del Campo e il Duomo, erano riconfigurate con apparati effimeri realizzati da artisti senesi, che attribuivano agli ambiti urbani un’immagine temporaneamente diversa. L’aspetto delle vie e delle piazze, delle facciate e degli interni delle chiese, veniva trasformato per mezzo di architetture effimere che adottavano un linguaggio trionfale classico di matrice romana, arricchito da statue allegoriche, dipinti ed iscrizioni celebrative; un linguaggio in parte estraneo alla consolidata tradizione architettonica e urbana cittadina.
L’evento coinvolgeva tutta la città lungo itinerari seguiti da cortei affollati. La scena cambiava progressivamente ed era animata dalla partecipazione della popolazione che in queste occasioni ritrovava una temporanea familiarità con le autorità civili ed ecclesiastiche coinvolte. In un certo senso la città assumeva l’aspetto di un palcoscenico teatrale all’aperto, dove gli attori sulla scena erano tutti i cittadini.
La memoria di questi avvenimenti è trasmessa da incisioni, disegni, relazioni, oltre che da libretti a stampa pubblicati che illustravano il programma iconografico e cerimoniale degli eventi celebrati. Attraverso questi strumenti è possibile ricostruire gli itinerari percorsi e i personaggi coinvolti; verificare la continuità o le eventuali differenze dei cerimoniali e degli apparati predisposti in occasione di eventi laici o religiosi, sullo sfondo di una città segnata da una radicata tradizione comunale di matrice medievale la cui essenza era destinata a rimanere vitale nel tempo.
Tipologia CRIS:
1.1 Articolo in rivista
Elenco autori:
Mussari, Bruno
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